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Constatazione amichevole: cosa c’è da sapere

Pubblicato il 11 settembre 2012 | 0 commenti

In tema di assicurazioni auto e constatazione amichevole gli italiani continuano ad essere poco preparati. E’ quanto emerso dall’indagine condotta di recente dal centro studi e documentazione Direct Line. E’ stato rivelato come il 30% degli automobilisti intervistati si è detto preparato sul piano teorico, ma in pratica non sapevano niente sulla questione della constatazione amichevole.

In teoria insomma gli italiani pare che sappiano come comportarsi in caso di incidente ma poi quando accade davvero, il panico e lo stress per l’accaduto fanno si che i coinvolgi dimentichino tutto. Fra i comportamenti più comuni registrati dall’indagine ce ne sono diversi: alcuni non riescono a trovare un punto d’accordo con la controparte per cui si affidano alla polizia stradale. C’è anche chi in modo invece molto superficiale si limita a prendere solo una targa dell’auto e nulla più.

A risollevare le sorti del quadro tracciato c’è però la metà degli intervistati il 50% che dichiara di saper compilare correttamente la constatazione amichevole. L‘indagine di Direct Line ha inquadrato la situazione anche da un punto di vista geografico: torinesi, cagliaritani, bresciani sono più informati sulla constatazione amichevole, invece romani, fiorentini e veronesi sembrano essere meno preparati. I palermitani, il 12% degli intervistati si affidano all’”aiuto da casa” per capire come comportarsi in caso di sinistro.

E’ molto importante conoscere il modello di constatazione amichevole di incidente: si tratta di un documento di riconoscimento dell’accaduto che serve alle compagnie assicurative per capire la dinamica del fatto. Il modulo firmato dalle parti coinvolte è vincolante e le dichiarazioni dei dati immessi non possono essere cambiate in un secondo momento.

 

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