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Federalismo fiscale e bollo auto: iniziano le mobilitazioni di protesta

Pubblicato il 20 luglio 2011 | 0 commenti

Bisognava aspettarselo: l’introduzione del federalismo fiscale ha avuto come conseguenza diretta l’aumento delle tariffe locali sul bollo auto (passato di competenza delle Province), e la cosa è piaciuta poco, anzi pochissimo, in prima battuta ai diretti interessati (chi possiede un veicolo tassato) e in secondo luogo ai comitati e alle giunte locali. Ne fornisce un esempio il Comune di Monte San Vito, in provincia di Ancona, dove la giunta è in fermento e i cittadini non ci stanno.

GLI AUMENTI DIRETTI

Un provvedimento pesante, che punta dritto alle tasche dei cittadini – fa sapere la lista civica “Insieme per San Vito” dalle pagine di un quotidiano locale -: si tratta di un aumento di 3 punti percentuali (per un massimo consentito di 3,5 punti percentuali), deliberato con atto di Giunta nr. 247 del 24 Giugno 2011″.

Facendo i conti della serva, calcola la lista civica, l’imposta sulle polizze auto raggiunge così quota 15,50% (prima era del 12,50%), che si traduce in 7,5 milioni di euro l’anno in più di tasse e una media di circa 25 euro in più per ogni polizza.

LA PROTESTA DI INSIEME PER SAN VITO

La lista civica è ora sul piede di guerra e promette battaglia al provvedimento: “Un provvedimento che ci vede assolutamente contrari, anche ricordando gli aumenti cui le polizze sono puntualmente soggette oramai da anni. E a fronte di una simile manovra, abbiamo voluto dare voce alla questione, sollevando tutta la nostra contrarietà, anche a mezzo di apposito ordine del giorno. Infatti, vista e considerata la portata della manovra, il pronunciamento è d’obbligo: ecco perché abbiamo formulato una proposta di ordine del giorno contro l’aumento dell’aliquota sull’imposta RCA, mettendo nero su bianco non solo il nostro più convinto disappunto, ma anche la necessità di promuovere l’annullamento di questo provvedimento”.

UN MODO PER FAR QUADRARE I CONTI

Il vero problema, dicono dalla lista civica, è che molte amministrazioni utilizzano questo margine di tassazione per far quadrare i propri bilanci, il tutto a scapito dei cittadini, che si ritrovano a pagare di più senza un corrispettivo in termini di servizi. Ecco perché la lista civica rimarca “l’assoluta iniquità di questa manovra, emblema di una politica di Bilancio che accolla ai cittadini le proprie difficoltà“.

Ecco perché – ricordano infine – bisogna affrettarsi a dare battaglia affinché provvedimenti simili vengano cancellati prima ancora che possano essere applicati. L’appello va dunque a tutti i “piccoli”: basta subire, è tempo di reagire.

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