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I ladri preferiscono le utilitarie: ecco quali

Pubblicato il 20 maggio 2011 | 0 commenti

I ladri italiani preferiscono le utilitarie e per di più nostrane. Strano ma vero, al posto delle trendy Smart e Mini Cooper o magari berline di lusso come Audi o Mercedes, nel mirino dei topi di strada ci sono Lancia Y, Nuova 500, Panda, Uno e Punto. A confermarlo è un’indagine di LoJack, un’azienda statunitense che produce sistemi d’antifurto e si occupa anche di recupero di veicoli rubati. Il motivo è semplice: più diffuso è un modello, più facile sarà piazzare l’auto rubata, anche solo per fornire pezzi di ricambio.

Furti in Italia: le città più a rischio

E dire che i furti nel Belpaese sono anche diminuiti: nel 2010 in Italia si è registrato il 5,5% di furti in meno rispetto al 2009, con una concentrazione dei furti nel Lazio, Campania, Lombardia e Sicilia, che da sole coprono il 77% del totale dei furti in Italia. Le città più a rischio? Roma, Napoli, Bari, Milano, Torino e Catania. Tuttavia, al calo dei furti corrisponde un’ancor più drastica diminuzione dei recuperi delle auto usate: meno della metà (47,3%) vengono ritrovate e restituite ai proprietari.

Come difendersi

Sembra scontato dirlo: il sistema più efficace per evitare i furti è dotare le proprie auto di antifurto. Tutto va bene, dai sistemi meccanici di bloccaggio del volante ai satellitari. Il tutto, condito con un po’ di accortezza e buon senso: lasciare la macchina aperta è un invito al furto. E… occhio anche alle clausole assicurative. Installare un buon apparecchio antifurto sull’auto fa diminuire anche sensibilmente il prezzo della polizza.

Le abitudini degli Italiani

La vita per i ladri non sembra comunque essere semplice: la maggior parte dei cittadini italiani continua a tenere la propria auto nel garage, mentre solo una piccola parte è costretto a tenerla in strada, magari proprio sotto casa e “a vista d’occhio”.

I furti simulati

Ma ai furti veri si aggiunge anche la piaga, tutta italiana, dei furti simulati. Un’inchiesta della rivista Quattroruote, effettuata nel 2009 insieme a Polizia Giudiziaria e Polizia Stradale, ha mostrato come il 30% del furti d’auto venga simulato per truffare le compagnie assicurative. Sempre nel 2009, si erano occupate di questa prassi anche le Iene, svelando il trucco più semplice per mettere in piedi una truffa ai danni delle compagnie assicurative: si vende la macchina all’estero (possibilmente fuori dall’Europa) e sottocosto, ci si sposta in un altro stato e poi si denuncia il furto: tra il valore della vendita e quella del risarcimento assicurativo, il recupero del valore dell’auto sembra assicurato.

Ma ne varrà la pena?

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