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Il prelievo fiscale sugli automobilisti: le statistiche dell’ANFIA

Pubblicato il 25 luglio 2011 | 0 commenti

La denuncia è partita dalle pagine de “La Repubblica”, dopo che l’ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) ha resi noti i dati sul prelievo fiscale a cui sono sottoposti gli automobilisti italiani. La situazione, giudicata ormai insostenibile, è stata definita con una metafora efficace che paragona gli automobilisti a una sorta di “bancomat di Stato”, da cui l’erario attinge a piene mani i fondi che non riesce a sopperire in altro modo, senza peraltro contraccambiare: da 20 anni, infatti, il Paese non investe in infrastrutture e mobilità.

IL PRELIEVO FISCALE

Le stime dell’ANFIA snocciolano dati significativi: 67,8 miliardi di euro, tanto vale il prelievo fiscale ottenuto dal comparto automobilistico, con un incremento dell’1,2% rispetto allo scorso anno, per un totale del 16,6%. Il Presidente dell’ANFIA, Eugenio Razelli, ha affidato alle pagine del quotidiano le sue preoccupazioni, poiché queste stime sono destinate ad aumentare ulteriormente mentre dall’altro lato (le persone tassate) hanno esaurito qualsiasi disponibilità economica. Provati dai continui rincari, gli automobilisti sono ormai allo stremo, prosciugati dagli aumenti non solo delle polizze, ma anche delle tasse sulle polizze e dalle accise sui carburanti (+7,3% la benzina e +9,7% il gasolio).

LA PROTESTA GENERALE
Di fronte a tutto questo – dichiara Razelli -, affermiamo la necessità di riportare la mobilità – elemento chiave per lo sviluppo economico del Paese nei confronti della quale, tuttavia, da oltre 20 anni manca una politica di investimenti – al centro dell’attenzione delle istituzioni, impegnandoci a far sì che il federalismo fiscale non comporti ulteriori aggravi o complicazioni del sistema di tassazione, facendo in modo che una buona parte del gettito fiscale possa essere reinvestito nel settore, a partire dalla rete infrastrutturale, e lavorando sulle voci di spesa relative alla gestione dell’autovettura per mantenere la mobilità accessibile, ad esempio con l’adozione di nuove tecnologie per abbassare i costi, per esempio dell’assicurazione, e ridurre la congestione del traffico, diminuendo i consumi“.

Insomma, ennesimo monito che speriamo prima o poi venga ascoltato.

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