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Incidenti stradali ed rc auto: danno anche ai congiunti della vittima

Pubblicato il 24 ottobre 2012 | 0 commenti

In caso di incidente stradale fra i danneggiati c’è anche il congiunto della vittima. Se questo principio è intuibile da qualsiasi persona dotata di buona senso, il concetto è valido anche nel mondo delle rc auto. A renderlo noto un interessante articolo de Il Sole 24 Ore che parla di una sentenza della Corte di Cassazione a riguardo, la sentenza 16520/2012.

I danni che derivano da un sinistro stradale quindi non vanno calcolti tutti nel limite del massimale previsto per ogni persona. Vanno calcolati invece distintamente per ogni danno e soggetto coinvolto, entro il limite del tetto del “massimale catastrofale”. Cosa significa in parole povere tutto questo? Che in sostanza anche in tema di risarcimento danni fra i danneggiati la Corte di Cassazione ha incluso non soltanto la vittima diretta dell’incidente, ma anche i suoi prossimi congiunti.

A sollevare questa questione è stata appunto la morte di un uomo, in seguito a uno scontro frontale di un’auto contro un autocarro. Una tragedia che naturalmente si sarà ripercossa profondamente su tutta la famiglia dell’uomo.

In questo caso, la responsabilità dell’impatto mortale era stata riconosciuta in pari misura a entrambi i conducenti. in pari misura, a carico di entrambi i conducenti. Le parti in causa hanno contestato la sentenza e sono ricorsi in appello. Qui la Corte di secondo grado non solo ha confermato la sentenza di primo grado ma ha condannato anche l’assicurazione a risarcire i familiari del defunto di 80 milioni di lire.
L’impresa assicuratrice ha presentato ricorso, bocciato dalla Cassazione, che ha specificato: “per persona danneggiata va intesa “non solo la vittima diretta dell’incidente, ma anche i prossimi congiunti o gli aventi causa della stessa, così che i conseguenti danni non devono necessariamente essere soddisfatti tutti nell’ambito del massimale previsto per ogni singola persona». Il limite del risarcimento, pertanto, è «distintamente per ciascun danno, quello previsto per ciascuna persona danneggiata, fermo nel complesso il massimale per singolo sinistro”.

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