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Rc auto: gli italiani ne sanno poco

Pubblicato il 14 luglio 2012 | 0 commenti

L’associazione di consumatori Altroconsumo ha svolto un’indagine su circa duemila italiani chiedendo cosa ne sapessero di Rc Auto. Il risultato è scoraggiante: molti fanno confusione e non hanno molta conoscenza su coperture assicurative e rapporti con compagnie di assicurazione, “Un italiano su tre pensa di essere coperto dall’Rc auto se subisce danni fisici in un incidente in cui è al volante e due su dieci pensano di essere coperti  in caso di furto e incendio” comunica l’associazione in una nota.

A domanda “Quanto ne sai sull’Rc Auto” insomma pare proprio che gli automobilisti italiani rispondano: “Ben poco”. Pur essendo un’assicurazione obbligatoria per chiunque abbia un mezzo di trasporto, c’è ancora tanta confusione suprattutto per quanto concerne le coperture che l’Rc Auto garantisce. E qui c’è da chiedersi: italiani superficiali o assicuratori poco chiari?

Facciamo un esempio: uno su tre non sapeva che l’Rc auto non copre i danni fisici a chi era al volante e ha provocato l’incidente. Se siete voi a causare un sinistro e vi fate male, la vostra assicurazione non vi risarcirà per le ferite riportate. Per avere anche questa copertura dovete inserire, a pagamento, una copertura specifica chiamata “Infortuni del conducente”.

Molti non sapevano che nell’Rc Auto non è compresa la copertura per furto e incendio (il16% su 2000 intervistati): anche per proteggerla da ladri e vandalismi insomma serve sottoscrivere una polizza apposita pagandola di più.

Ancora: la metà del campione non conosce le possibilità di risparmio della legge Bersani, che, per la nuova normativa sull’Rc auto, prevede la  possibilità di estendere la classe di merito di un membro della famiglia. Tradotto in parole povere: se un padre compra l’auto per il figlio appena maggiorenne, la compagnia non potrà metterlo nella classe base e fargli pagare il premio più caro, ma lo inserirà nella stessa classe di merito del padre, che costerà sicuramente meno. Il che significa che se un papà  compra l’auto nuova al figlio diciottenne la compagnia non potrà metterlo nella classe base, la 14esima e fargli pagare quindi il premio più caro, ma potrà usufruire della classe di merito del papà che sarà sicuramente più bassa.

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