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Riforma Rc Auto: l’Ania boccia il ddl anti-frode

Pubblicato il 6 giugno 2011 | 1 commento

L’Agenzia anti-frode nel settore assicurativo è stata bocciata ancor prima di vedere la luce: l’Ania infatti ha subito espresso il proprio parere negativo di fronte al ddl presentato in Senato che vorrebbe istituire un organismo di controllo, vigilanza e verifica nel settore Rc Auto per evitare il meccanismo delle frodi assicurative, ed il perché è presto detto: secondo Paolo Garonna, direttore generale dell’Ania, l’Agenzia pubblica di contrasto alle frodi non risolve i problemi di fondo del comparto assicurativo. Insomma, sebbene l’iniziativa sia lodevole e fosse atteso da oltre cinque anni – chiosa Garonna – ma così come è stata articolata risolverebbe ben poco.

Le ragioni della bocciatura
Tanto per cominciare, la prima pecca dell’agenzia antifrode è che con questo ddl non verrebbe istituito un vero organismo antifrode, simile a quelli che già esistono in altri Paesi europei, ma un gruppo di lavoro con personale amministrativo per lo più con contratti a tempo determinato, che non disporrebbe di una struttura ad hoc per il proprio lavoro ma solo di una interconnessione di data-base per lo scambio di dati. Da qui, l’impossibilità da parte dell’Agenzia di espletare quella serie di attività complesse necessarie per l’efficacia dell’incarico.
Secondo, viene dimenticata la fase della stipula dei contratti assicurativi, che presenta invece la possibilità di frodi a monte di tutto il processo.

Cosa serve fare
Secondo il presidente dell’Ania, l’attività anti-frode può essere efficace solo con l’istituzione di un organismo di prevenzione che abbia una propria autonomia – sia gestionale che patrimoniale – ma soprattutto composta da personale specializzato nelle investigazioni, come può esserlo il personale proveniente dalle forze della Polizia. Le stessa compagnie assicurative sarebbero in tal caso disposte a contribuire economicamente per finanziare un organismo del genere.

Insomma, servono investigatori e non amministrativi… da qui, la richiesta dell’Ania di emendare il testo del ddl e quella di essere ascoltati dal Senato. Per ora, la partita si chiude con un niente di fatto.

1 Commento pubblicato »
  1. forse sevirebbe un maggior rigore da parte delle forze di polizia stradale,vigili urbani,o qual’sivoglia organo di controllo della circolazione stradale,x eliminare le miriadi di conducenti che guidano col telefonino all’orecchio,e non di meno l’istruzzione civica alla guida,una proposta patrebbe essere quella di fare maggiore informazzione sugli adeguamenti al codice stradale,o un richiamo ad esso,visto che una gran parte dei conducenti non sanno come ci si comporta in presenza di un senso rotatorio o rotonda,che non sanno a cosa serve la segnaletica orizontale ignorandone completamentela sua funzione,ora visto che il governo riscuote la tassa di circolazione,si impegnasse in modo più concreto nel creare informazzione mirata,non di meno obbligare le autoscuole ad insegnare il significato specifico di ogni segnale stradale o indicazione stradale come si faceva 20 o 30 anni fà che se non avevi ben chiaro il significato di un singolo segnale l’istruttore non ti portava all’esame,non come si fà oggi che un aspirante conducente impara a nemoria la segnaletica (ignorandone il suo significato è la ragione del perche esiste)ed è patentato,cosi si formano i camikaze.

    Commento di enrico lasciato il 23 giugno 2011 alle 06:59

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