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Smart con 3 passeggeri e nonne che cadono impennando la moto

Pubblicato il 29 settembre 2011 | 0 commenti

Sembrano barzellette e invece è realtà: a leggere i rapporti di incidenti accaduti in giro per l’Italia c’è di che meravigliarsi. Ma quando l’evento è troppo strano, allora forse c’è puzza di bruciato… anzi, di truffa all’assicurazione.

LA NONNA CHE IMPENNA IN MOTO

A Taranto, nel rapporto in constatazione amichevole di un sinistro auto-moto, si legge che una signora di 85 anni, dopo aver impennato su una Suzuki 1000, “ha perso il controllo del mezzo”, finendo “contro l’autoveicolo che la precedeva”. C’è da dire che l’intestataria della moto era veramente una signora di 85 anni, ma l’incidente non è mai avvenuto e la signora non ne sapeva un bel niente.

UNA SMART CON TRE PASSEGGERI

In un’altra pratica, tutto sembra normale: tre feriti da liquidare a seguito di un sinistro, pochi giorni di prognosi ciascuno. Colpo di frusta, dolori generalizzati senza prova delle contusioni riportate. Peccato che i tre risultassero (sulla carta) a bordo di una Smart ForTwo. Ovvero una biposto.

E poi i referti medici della “sala gessi” non firmati, niente nome del medico.

I CONTROLLI INCROCIATI

E poi si fanno i controlli incrociati: gli stessi individui risultavano prima incidentati e poi testimoni di altri incidenti… senza contare una Lancia Y dalla “abnorme sinistrosità” (definizione della Polizia di Taranto): 20 incidenti in 2 anni. Insomma, non ci voleva un genio per capire che si trattava di truffe.

Solo che il fenomeno si è allargato a macchia d’olio e oggi ci sono intere “bande”, peraltro maldestre e poco esperte, formate da amici o persino familiari, che si ingegnano per riuscire a far scucire un po’ di soldi alle compagnie assicurative. Il fenomeno è particolarmente preoccupante in quel di Taranto, dove il numero delle tentate truffe sta impegnando sempre di più le forze dell’ordine.

LO SPORTELLO ANTITRUFFA

Ecco perché prossimamente a Taranto aprirà uno sportello anti-truffa voluto dal Comune. Lo scopo? Creare una blacklist dei clienti assicurati sul territorio, ed utilizzare un software che incrocerà i dati di assicurati e incidenti, in modo che le compagnie possano consultare i dati prima di liquidare un sinistro e scoprire al volo se c’è qualcosa che non va.

Un’iniziativa che dovrebbe essere adottata in tutta Italia, per limitare le truffe e limitare i rincari che ricadono sulle tasche di tutti gli onesti.

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